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10 anni di Vicolo

Questa storia l’ho raccontata tante volte. Molti stentano a crederci, ma sono passati già 10 anni dall’inaugurazione del “Vicolo”, nel centro storico di San Nicola Arcella. Spesso sento dire che le cose non cambiano. Niente di più falso. Cambiano! Eccome se cambiano!

Più di 10 anni fa la maggior parte delle persone dimostrava perplessità quando parlavo di cibi a chilometro zero, storcevano il naso alla decisione di chiamare questo luogo “vineria”. Mi dicevano: “Ma ora va di moda Wine bar o enoteca?”. Io però ho seguito le mie passioni ed ho fatto ciò che mi piaceva e mi emozionava, convinto che potesse emozionare anche qualcun altro.

E le persone che si sono lasciate avvolgere dal vicolo, in questi anni, sono state molte e chi c’è stato sa che il Vicolo è molto più di una vineria diffusa e itinerante.

Sin dal principio, mi sono divertito a seguire ciò che mi suggeriva l’intuito, senza paura di camminare controvento. Mi sono divertito a sperimentare. A rendere la piazzetta un playground dove far dialogare passato e presente.

“Il Futuro ha un cuore Antico” è stata una delle frasi che ho scritto sulla lavagna della piazza.

Una delle primissime realizzazioni, pensata e realizzata con l’amico Lorenzo Aristodemo nel 2008, fu l’installazione luminosa denominata “Il Gecko”.

E poi la voglia di fare musica, di ascoltarla e di dare spazio a tutti i talenti in cui mi imbattevo per caso o perché fiutavo le buone note come un cercatore di tartufi.

Il Vicolo è musicaIl 16 agosto 2009, Dario Brunori fece al Vicolo il suo primo concerto. Capii da subito che sarebbe arrivato dove è arrivato. E avrebbe emozionato tante persone con la sua Brunori Sas. Ma dal Vicolo sono passati anche i Comaneci, Baba Sissoko, Nico Scardamaglio in arte Scarda, Leon Pantarei, Carlo Cimino, Marco Magnelli, Mario Lino Stancati, i “Banistereo”, i “Maurizio Presidente”, il quartetto d’archi “Mousike”, Marco Fama e moltissimi altri talentuosi musicisti.

Pacu

Il Vicolo è fonte di ispirazione per i miei libri. Forse, se l’amico Pierluigi non mi avesse mai raccontato l’aneddoto sulle elezioni, non avrei mai scritto “Pacunaimba”.

Il Vicolo è veder crescere una generazione di giovani calabresi promettenti, ottimisti e con voglia di fare: Roberta, Valeria, Stefano, Sara, Marco. Ma anche vedere come nei piccoli paesi di Calabria esiste un’integrazione bella e chi viene dalla Romania, come Aura e Bianca, sono ormai sannicolesi a tutti gli effetti e danno grande spinta ed energia al paese.

Il Vicolo è arte. Di qui sono passate le illustratrici Laura Fanelli e Marina Girardi. I quadri di Eugenio Guarini e i colori di Carlo De Rose, che abita a pochi passi dalla piazza, i disegni al tratto di Rocco Lombardi. Ma è passata anche una brava scrittrice come Marta Barone e artisti di strada, come Dodo & Dudu, che con le loro acrobazie hanno lasciato a bocca aperta persino le tante lumache che risalgono i muri delle case, lasciandosi dietro una scia luminescente.

Il Vicolo è incontri speciali: uno dei più belli è stato con Thomas, Giuliana e i loro dueLapo a Berlino - Copia splendidi bambini. Thomas mi ha aperto le porte al suo mondo fatto di poesie, cartoline, idee originali ed una passione sconfinata per il Gaglioppo (il vitigno autoctono calabrese), per la pesca ai totani e per Napoli. Thomas e Giuliana che hanno poi organizzato lo spettacolo di burattini a Berlino. L’incontro con Angelo Aiello, che ha portato in scena il suo “Spazzolino” per diversi anni, tornando a furor del popolo dei bambini, che animano il centro storico. Al Vicolo è nata l’idea di fare uno spettacolo su “Storia di una matita”, il mio primo libro, che ad oggi conta più di 100 repliche.

Il Vicolo è anche il gemellaggio con altre realtà “resistenti” della Calabria, come lo Joggi Avant Folk e il Ricetto degli Enotri del cantastorie Biagio Accardi.

Il Vicolo è voglia di riscoprire la roccia su cui è costruito l’antico borgo di San Nicola Arcella: Arx, in greco, vuol dire proprio roccia, che è sempre dietro l’intonaco e i muri, sostiene le case, in cui sono scavate.

Il Vicolo è voglia di conoscere di persona i propri fornitori, partecipare alle vendemmie con i fratelli Scilanga di Cirò, diventare amici con le sorelle Pacelli che hanno la loro cantina a Malvito e con Pierluigi del famoso vino di Verbicaro. Il Vicolo è seguire Mario e il suo gregge di capre per le montagne che sovrastano San Nicola e si affacciano sul golfo.

Il Vicolo è adottare un’arnia.

Michele D'Ignazio - Api

Il Vicolo è costruzione di giochi antichi, è tornare a giocare a nascondino liberamente. È libri e libertà. Giona ne sa qualcosa.

11 anni fa combattevo con la burocrazia e lo raccontavo sulla rivista Granta Italia, con i toni e la libertà di un ventenne. Sì! Perché quando si inaugurava “Il Vicolo Vineria”, in una serata caldissima dell’agosto del 2007, avevo 23 anni e la giusta dose di incoscienza e fantasia per sperimentare un’imprenditorialità dal basso tutta mia.

E ora?

Michele D'Ignazio nella cornice del uo Vicolo

“Il Futuro è un’idea geniale”

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