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Due parole sul riuso creativo

Copertina_Il secondo Lavoro di Babbo Natale

Approfondimento successivo alla lettura del libro
Il secondo lavoro di Babbo Natale
(Rizzoli)
scritto da Michele D’Ignazio e illustrato da Sergio Olivotti

 

Quello che fa Babbo Natale è l’Up-cycling. Ovvero il ri-uso creativo.
È ancora più importante del riciclaggio, perché non solo allunga la vita di un materiale o di un oggetto, ma lo valorizza.

libreria fai da tePer esempio, le cassette della frutta si possono trasformare in una libreria. Dopo aver fatto il pieno di vitamine, riempiamole di libri, che ci nutrono di pensieri e immaginazione.
Sarà qualcosa che abbiamo fatto con le nostre mani. Oppure possono diventare una bella biblioteca di classe. Se non ne avete una, inauguratela con “Il secondo lavoro di Babbo Natale”

Un contenitore di cibo si può valorizzare facendolo diventare un giocattolo.

robot

I Robot di Massimo Sirelli

I bambini devono mangiare, ma bisogna anche renderli contenti, altrimenti è come lasciare un dipinto a metà. Un giocattolo pensato e costruito insieme a un bambino è un’occasione per passare qualche ora felice.

Con il ri-uso creativo si fa della vera e propria arte.
Una scatola di scarpe può diventare una piccola valigetta.
Oppure un teatrino.

Una bottiglia di plastica tagliata a metà diventa con facilità un canestrino in cui lanciare i tappi.
Due rotoli di carta igienica possono trasformarsi in un binocolo giocattolo.
Ma le idee possono essere innumerevoli.

Macchina 3

Macchina

I vantaggi del ri-uso sono molteplici:

  • Il riciclo spesso richiede grosse quantità di energia. Il netturbino che raccoglie i rifiuti. La benzina per il suo camion. L’energia che serve alle fabbriche per trattare i materiali, per smistarli e riutilizzarli. Nel caso del ri-uso, l’energia necessaria a creare qualcosa di nuovo è quasi zero.
  • Non tutti i materiali possono essere riciclati alla perfezione. Solo il vetro è un’eccezione. Ma nella maggior parte dei casi, il prodotto finale del riciclo risulta di qualità minore. Del cartone del succo di frutta, fatto con diversi materiali, non tutto si riesce a riciclare. E da una lattina riciclata si ottiene un tipo di alluminio più debole e più scarso. Questo tipo di processo con perdita di valore è definito down-cycling. So che siete bravi in inglese e avrete già capito che si tratta del contrario dell’up-cycling.
  • Il riciclaggio, pur migliorando notevolmente il nostro rispetto per la terra e l’ambiente, contribuisce ad alimentare la mentalità dell’usa e getta.

La vera sfida è far diventare sempre più piccoli i sacchetti destinati al riciclaggio, riducendo tutto all’origine.
Quindi, i consigli di Babbo Natale e la Befana, sono questi:

  • compriamo il necessario
  • creiamo ciò che desideriamo con ciò che abbiamo
  • di conseguenza: buttiamo meno

PER IL PIACERE DI COMPRENDERE

Il secondo lavoro di Babbo Natale

1) Perché Babbo Natale perde il lavoro?

2) Perché a Babbo Natale piace così tanto ricevere le lettere dei bambini?

3) Quali sono i tre requisiti per diventare Babbo Natale ed essere assunti dalla Poste internazionali?

4) Cosa sono i droni?

5) Descrivi il super direttore delle Poste internazionali.

6) Quanti colloqui di lavoro fa Babbo Natale? Qual è quello che ti ha incuriosito di più?

7) Quali sono i tuoi desideri?

8) Descrivi il personaggio di Bice. Ti aspettavi di ritrovarla in questa storia?

9) Cosa ne pensi del nuovo lavoro di Babbo Natale?

10) Come potrebbe continuare la storia?

Forse… potrebbe continuare così!

Babbo Natale continuava ad abitare lontano da tutti, alla periferia più periferia della città, dove la pianura iniziava a farsi montagna.
Una volta, la neve gli faceva compagnia dal primo all’ultimo giorno dell’anno e la nebbia era talmente fitta che Babbo Natale poteva appenderci la slitta. Pensate un po’!
Ma qualcosa stava cambiando.
Da marzo a ottobre, la sua casetta veniva circondata dai prati. Sbucavano margherite da tutte le parti.
E così Babbo Natale si era dovuto adattare anche a quei cambiamenti: oltre agli immancabili abeti, aveva piantato degli alberi da frutto, coltivava l’orto (principalmente barbabietole, visto che si era fatto ricrescere la barba) e aveva fatto installare dei pannelli solari sul tetto.
Nel suo giardino c’era spazio anche per una lunga e colorata fila di arnie per le api.
Era ghiotto di miele e quegli esseri gialli e neri, incredibilmente più piccoli di lui, gli stavano molto simpatici.
E poi c’era Bice: non passava giorno in cui non andasse a trovare Babbo Natale.
Ormai, non potevano fare a meno l’uno dell’altra.

Io e le arnie

I desideri dei bambini cambiavano di anno in anno, con grande velocità. C’era bisogno di seguire un’infinità di corsi di aggiornamento. Alcuni erano davvero complicati. Ad esempio:

– La compagnia dei genitori (che a volte lavorano troppo)
– Avere più tempo libero e giocare all’aria aperta.
– Fermare gli incendi nei boschi.

«Beh, potrei fare il vigile del fuoco come terzo lavoro…» borbottava Babbo Natale, «sono esperto di vigilia e la divisa già ce l’ho!»
«Ma come faccio a fabbricare aria aperta e tempo libero?»

***

In pochi mesi il lavoro era triplicato.
Nell’ultimo pacco di lettere ricevuto, c’era una richiesta complicatissima: una bambina di sette anni gli chiedeva di cancellare un ricordo brutto.
A volte, Babbo Natale si scoraggiava.
Ma per fortuna, Bice gli era sempre accanto. Lo aiutava e gli regalava consigli preziosi.
«Ascolta, Bice: in quest’altra lettera un bambino di otto anni mi chiede un tramonto. Hanno costruito un palazzone davanti alla sua finestra e i suoi genitori non lo portano mai in campagna. Troverò un modo per impacchettare i tramonti?»

***

Il tepore del vento e le lettere dei bambini arrivavano sempre con più anticipo. A marzo, Babbo Natale era già pieno di lavoro.
Al lato della casetta e del garage con le renne, aveva costruito un capanno di legno, che aveva chiamato l’ufficio spremi-idee.
Era il posto dove cercava la giusta concentrazione: c’erano tutti i premi che aveva ricevuto nella sua lunga e onorata carriera, uno spremi-arance per fare il pieno di vitamina c, e dei remi di barca, per ricordargli che la vacanza al mare se la doveva meritare. Non del tutto soddisfatto, si era anche iscritto a delle lezioni di yoga.
Ma Bice iniziava a preoccuparsi, perché Babbo Natale si dimenticava persino di pettinarsi la barba…

Scarica la scheda in pdf sul riuso creativo: Il secondo lavoro di Babbo Natale (Scheda didattica sul riuso creativo)

Scarica la scheda in pdf sui desideri e le possibili continuazioni della storia: Il secondo lavoro di Babbo Natale (Scheda didattica sui desideri)

Scarica il seminario “Maestri di volo” sulle molteplici possibilità creative da condividere con i bambini durante la lettura di “Storia di una matita”: Pdf o PowerPoint

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